Di cosa parliamo:
- Le pompe di calore sono il modo più ecologico ed efficiente per riscaldare casa, ma in Italia il mercato frena.
- Il problema non è la tecnologia, ma il costo dell’energia elettrica, ancora troppo alto rispetto al gas.
- Il Position Paper 2026 di TEHA Group per Assoclima propone soluzioni chiare: tagliare le tasse sulla bolletta elettrica e creare tariffe “Luce e Gas” più eque per chi sceglie sistemi sostenibili.
Le pompe di calore funzionano, garantiscono un altissimo risparmio energetico e sono il motore della transizione ecologica in Europa. Eppure, in Italia, questo mercato sta crescendo più lentamente del previsto. Perché?
A dare una risposta è il nuovo studio realizzato da TEHA Group (The European House – Ambrosetti) per Assoclima, l’associazione dei costruttori di sistemi per il clima di cui noi di Templari facciamo parte. Il documento, pubblicato a marzo 2026 e intitolato “Il futuro delle pompe di calore tra competitività, mercato e policy“.
Si tratta di un’analisi concreta e ben documentata che affronta il nodo principale: la pompa di calore è una tecnologia vantaggiosa, ma il contesto economico italiano non la valorizza ancora abbastanza.
Come produttori di pompe di calore Made in Italy, abbiamo deciso di divulgare questo documento per uno scopo preciso: fare chiarezza e tutelare le scelte dei consumatori.
Il vero ostacolo alla diffusione delle pompe di calore è il prezzo dell’elettricità
Per capire l’ostacolo della diffusione delle pompe di calore, bisogna prima capire in modo semplice come funziona questa tecnologia.
A differenza di una caldaia tradizionale, una pompa di calore non “consuma” energia per creare calore da zero: ne trasforma una parte, attingendo per il resto dall’aria esterna. L’energia elettrica serve quindi unicamente per far funzionare il motore della macchina, non per generare la fiamma. Il risultato? Per ogni kW di corrente elettrica che paghi in bolletta, la pompa di calore ne porta dentro casa ben 3 o 4 sotto forma di calore. È un vantaggio straordinario, ma che si concretizza solo se il costo dell’elettricità è adeguato.
In Italia l’elettricità è tra le più care d’Europa, e il suo prezzo rimane ancorato a quello del gas (nel 63% delle ore è ancora un impianto a gas a determinare il prezzo sul mercato). Di conseguenza, il risparmio reale in bolletta per chi installa una pompa di calore risulta inferiore alle sue vere potenzialità.
Lo studio di TEHA Group misura questo squilibrio attraverso il Reeg (Rapporto energia elettrica/gas):
- Nel 2025, durante i mesi invernali, il Reeg si è mantenuto tra 2,8 e 3,7.
- Affinché la pompa di calore risulti economicamente più conveniente rispetto alla caldaia a gas, questo valore dovrebbe scendere al di sotto dell’efficienza stagionale dell’impianto (che per le macchine Templari si attesta tipicamente intorno a 3,4).
Il paradosso in bolletta: oneri di sistema e tasse
Leggendo il documento emerge una verità paradossale sulle nostre bollette. Chi decide di staccarsi dal gas e usare solo l’elettricità, paga molte più tasse e oneri di sistema rispetto a chi continua a bruciare gas fossile (in alcuni casi fino al triplo).
Nello specifico, l’82% degli oneri generali presenti nella bolletta elettrica serve a finanziare gli incentivi alle energie rinnovabili. Pur essendo una scelta di sistema comprensibile, questa struttura finisce per penalizzare economicamente proprio gli utenti che scelgono di utilizzare l’elettricità nel modo più efficiente e sostenibile possibile.
Cosa si propone per favorire il mercato delle pompe di calore
Il Position Paper di Assoclima avanza proposte concrete strutturate su due fronti d’azione, con l’obiettivo finale di portare il Reeg complessivo a 2,07, livello che renderebbe la pompa di calore la scelta in assoluto più conveniente per il riscaldamento domestico.
- Interventi sul piano normativo
- Riduzione delle accise: abbattere le accise sull’elettricità per gli utenti dotati di pompa di calore, introducendo una fascia di esenzione per i primi consumi aggiuntivi legati all’impianto.
- Revisione della quota potenza: rimodulare la componente tariffaria legata alla potenza impegnata, che attualmente grava come costo fisso eccessivo su chi deve potenziare il contatore (es. da 3kW a 6kW) per supportare l’installazione.
- Iniziative sul piano commerciale
- Offerte “Luce & Gas” dedicate: sviluppare tariffe energetiche integrate in cui il rapporto tra il prezzo dell’elettricità e quello del gas sia garantito come stabile e non superiore a 2 per almeno 24 mesi
La posizione di Templari
In Templari progettiamo e produciamo pompe di calore in Italia da anni. Sappiamo per esperienza diretta che la tecnologia è ormai matura, performante e affidabile. Ciò che serve adesso è un quadro economico e normativo che permetta a un numero sempre maggiore di famiglie e aziende di scegliere pompe di calore, con vantaggi concreti non solo per l’ambiente, ma anche per il portafoglio.
Per questo seguiamo con attenzione il lavoro di Assoclima e sosteniamo attivamente la diffusione di analisi basate sui dati come questa.
Scarica il Position Paper completo
Fonte: Position Paper “Il futuro delle pompe di calore tra competitività, mercato e policy” – TEHA Group per Assoclima, marzo 2026.

