|
There are no translations available.
Nelle soluzioni impiantistiche per il risparmio energetico dei pannelli solari per la produzione di acqua calda si possono distinguere due principali tipologie: collettori piani e sottovuoto.
I pannelli (o collettori) vetrati piani sono costituiti da un telaio, generalmente un profilato di alluminio rivestito ai lati e sul retro da isolante termico, e da una lastra di vetro temperato nella parte superiore. L’assorbitore interno al collettore è costituito da una lastra metallica su cui vengono saldati tubi all’interno dei quali scorre il fluido termovettore. Questa tipologia è attualmente la più diffusa e presenta il vantaggio della robustezza della lastra di vetro, una migliore integrazione visiva con il tetto e maggior risparmio economico al momento dell’acquisito.
Se paragonati però a collettori sottovuoto, i collettori piani presentano sicuramente un’efficienza annua minore. I motivi sono diversi: per prima cosa il potere isolante del sottovuoto è molto elevato; inoltre la forma rotonda del tubo consente di avere un assorbimento elevato anche con un’inclinazione dei raggi solari non ottimale (mattina e sera), o con un orientamento del tetto non perfettamente a sud. A fronte del rendimento più elevato, bisogna fare però i conti anche con costi maggiori, che tuttavia tendono negli ultimi anni a diminuire progressivamente. La scelta tra le due tipologie va quindi ponderata in funzione di diversi fattori: prima di tutto l’utilizzo che si intende fare dell’energia prodotta. Nel caso di sola produzione dell’acqua calda per usi sanitari, risulta più che sufficiente l’utilizzo di collettori piani. Se si vuole invece produrre anche acqua calda per l’integrazione dell’impianto di riscaldamento, sarà più opportuno prendere in considerazione collettori a tubi sottovuoto.
Troppo spesso si parla del pannello sottovuoto come del collettore che per efficienza, durante nel tempo, rapporto costo/beneficio ha soppiantato il collettore e che, dunque, indipendentemente dalla tipologia di applicazione e dalla latitudine dove viene installato, è presentato come migliore del collettore piano. Tale giudizio di merito non è appropriato, né corretto. Il collettore sottovuoto semplicemente disperde meno, con un rendimento che è funzione della differenza fra la temperatura esterna e la temperatura interna al collettore: all’aumentare di tale differenza cresce il rendimento del collettore sottovuoto rispetto a quello piano |